ARTICOLI STUDIO DA RE

Indagini multispettrali non invasive

Tintoretto, Annunciazione

Diagnostica Roberto Mauri e Studio Da Re

Obiettivi dello Studio

Le indagini sono state svolte attraverso analisi fotografiche multispettrali non invasive, per permettere la massima tutela e conservazione del dipinto in questione.

L’opera ha dimensioni 285.8 x 290cm con cornice e 171.5 x 278cm senza cornice. É stata dapprima fotografata nella sua interezza e, mediante l’utilizzo di strumentazioni che portano risultati analitici, tramite l’utilizzo di radiazione ultravioletta e infrarossa. Queste analisi servono a determinare eventuali stati di degrado e di conservazione del dipinto per potervi intervenire in fase di restauro; inoltre, sono necessari per la ricerca storiografica inerente ai materiali e ai tipi di restauro eseguiti in passato e alla sua ricerca stilistica.

Gli obiettivi delle indagini possono essere così sintetizzati:

– Analisi in luce radente: viene eseguita su tutta la superfice per accentuare le zone di interventi conservativi sulla tela;

– Microscopia ottica fotografica: eseguita in alcune zone scelte per la loro rilevanza come punti sensibili, sia di degrado che di ritocchi;

– Fluorescenza ultravioletta in recto: determina lo stato di conservazione. Sottolinea in maniera chiara le zone di restauro e la loro componente organica (se presente) e accentua la patina creatasi sulla superficie del dipinto;

– Fluorescenza ultravioletta in verso: evidenzia la stesura organica delle colle utilizzate nel corso del rifodero;

– Riflettografia infrarossa: evidenzia lo stato conservativo dell’opera, pentimenti, restauri e lo stile pittorico dell’autore e le sue tecniche;

– IRFC falso colore: mediante la sovrapposizione dell’infrarosso nei canali RGB del dipinto come metodo colorimetrico attributivo. Serve per l’individuazione dei pigmenti inorganici utilizzati dall’artista nelle varie stesure di colore.

Strumentazione e metodologie

La fotocamera Hasselblad H6D-100c 100mpx ha permesso la realizzazione delle analisi fotografiche ad altissima risoluzione. Il corpo macchina montava un obbiettivo 80mm con il sostegno di due luci led dedicate da 100 Watt con lente di Freshnell.

La ripresa fotografica viene eseguita utilizzando la tecnica del mosaico ovvero suddividendo il dipinto in tre sezioni per poi assemblarle digitalmente. In questo modo si ottiene la massima resa in megapixel e la massima risoluzione. La microscopia ottica fotografica, invece, è possibile grazie all’utilizzo ravvicinato della macchina sopra citata con un obbiettivo macro 120mm.

Grazie ad una lampada UV con potenza di 400 W ad alta efficienza luminosa, abbiamo realizzato le analisi in fluorescenza ultravioletta. Stando attenti ad uniformare l’esposizione della luce sul dipinto si garantisce la massima distribuzione della radiazione su tutta la superfice pittorica.

Indagini in riflettografia infrarossa

Le indagini in riflettografia infrarossa vengono eseguite tramite una fotocamera Nikon con sensore modificato e con il sostegno di due luci alogene da 1000 Watt. Queste hanno lo scopo di analizzare la radiazione infrarossa riflessa dal dipinto in un intervallo di lunghezze d’onda che varia dai 900 ai 1000 nm. Il procedimento, definito IR fotografico, permette di approfondire lo studio in maniera più interna agli strati pittorici. L’analisi viene eseguita per evidenziare lo stato conservativo dell’opera, i pentimenti, i restauri, lo stile pittorico dell’autore e le sue tecniche.

Attraverso il metodo colorimetrico attributivo IRFC falso colore si è in grado, sostituendo i canali RGB, di attribuire colori diversi al dipinto. Ciò che cambia sono i colori dei pigmenti utilizzati dall’autore che, pur sembrando gli stessi nel visibile, in base alla loro composizione chimica varieranno l’assorbimento di radiazione infrarossa. Quest’ultima, riflessa e analizzata da un sensore in silicio all’interno della macchina fotografica, permetterà di attribuire colori diversi ai differenti pigmenti, così da riconoscerli.

Recto e stato di conservazione

Il dipinto presenta superficialmente una forte e resistente patina formata prevalentemente da polveri e fumi difficilmente rimovibile. Questa provoca una desaturazione dei colori nelle varie zone di pigmento e un notevole alone grigio chiaro che ricopre tutto il dipinto. Si nota la differenza nelle parti protette dalla cornice che, essendo di grandi dimensioni, permettono di avere un netto distacco tra i colori del dipinto originale e le parti ricoperte dalla patina.

La tela presenta una forte tensione dovuta sia ad una triplice foderatura, eseguita nel precedente restauro, sia per la quantità di colle utilizzate per mantenerla. Queste, come poi si evincerà dalle analisi UV, presentano una forte componente inorganica.

Nel dettaglio il dipinto presenta forti restauri, soprattutto in zone già precedentemente restaurate o ricucite. Le analisi ultraviolette evidenziano questi ritocchi che in alcuni punti sono molto marcati. Questi, eseguiti in maniera mimetica, sono molto ben visibili anche nelle analisi in infrarosso falso colore.  La tela si divide in tre sezioni, come dimostrano le cuciture presenti perpendicolarmente su tutta la superficie. Possiamo trovare altre due cuciture sul dipinto che presentano una particolare rilevanza. Sia in luce radente che in microscopia ottica fotografica, possiamo osservare la presenza dello stato pittorico originale all’interno delle cuciture stesse. Questo potrebbe significare che è stato l’artista stesso a sistemarle per poter poi eseguire l’opera. La cucitura più deteriorata è quella che si trova nella parte sottostante al volto dell’angelo annunciatore, che dimostra un restauro postumo.

Analisi in luce radente

1: Toppa presente sotto il volto dell’angelo annunciatore, evidenziata nelle sue parti ricucite e ritoccate.

2: Una delle tre cuciture che suddividono il dipinto in tre sezioni distinte. Questa è presente quasi centralmente al dipinto.

3: Seconda cucitura che divide il dipinto in tre sezioni. Questa si trova nella parte più a sinistra del dipinto.

3 e 4: Dettaglio di una cucitura che presenta le caratteristiche sopracitate, ovvero la presenza dei pigmenti originali all’interno del taglio stesso. Questo potrebbe significare il restauro eseguito dall’autore stesso oppure un precedente restauro di tipo conservativo.

Microscopia ottica fotografica

Questo tipo di analisi viene usata per individuare parti sensibili, dettagli del cretto e zone di degrado sotto i 100micron. Viene utilizzata per andare a sottolineare zone che, senza l’ingrandimento di una lente, andrebbero perse seppur di grande importanza. Un piccolo dettaglio può mostrare zone di estrema rilevanza per un restauro conservativo, causate non solo dal degrado fisico o naturale ma anche batteriologico.

Le analisi effettuate sono solo di tipo diagnostico conservativo, la fotocamera Hasselblad H6D-100c con montato un obbiettivo in macro 120 mm è in grado di ingrandire immagini fino a 15/20 micron. In realtà durante questo processo si perdono informazioni a causa della limitatezza della lente, non utilizzando un microscopio ottico: se si hanno infatti due punti abbastanza vicini, questi vengono riportati come due dischetti sovrapposti non ben distinguibili.

Si usa perciò un diaframma (apertura del condensatore) che blocca i raggi non parassiali (quelli più esterni). Il diaframma migliora la risoluzione in quanto corregge le aberrazioni, in due modi:

1. Aumenta la profondità di campo

2. Aumenta il contrasto

Inserendo però il diaframma si incorre nel fenomeno della diffrazione dove non si ha più un raggio rettilineo, la luce tende ad andare al di là dell’ostacolo creando interferenze che sfocano il punto dell’immagine dando quindi minor risoluzione. Si cerca quindi un compromesso: trovare il diaframma giusto per non perdere troppa informazione e per limitare al tempo stesso le aberrazioni. Questo è possibile ed è stato effettuato grazie alle competenze fotografiche e scientifiche del team che con una strumentazione fotografica è in grado di sostituire parzialmente un microscopio effettivo.

Verso

Il verso del dipinto si presenta strutturalmente in ottimo stato; è evidente la cura nella conservazione ed esposizione dell’opera.

Si può notare che il supporto ligneo non é quello originale, questo, oltre a presentare un’evidente presenza di dettagli non paralleli al periodo storico del dipinto, come viti e graffe, presenta segni facilmente visibili ad occhio nudo del precedente supporto, che presentava una forma perpendicolare rispetto al supporto ora presente. Oltre al restauro strutturale ne si evince dalla forma delle traverse, dalla loro disposizione e dal degrado del legno utilizzato, l’anno stesso, che si aggira pressappoco attorno al 1950. Nel corso degli anni sono stati eseguiti più di un restauro ma le prove a noi evidenti ci permettono di studiare a fondo solo l’ultimo intervento eseguito.

Si notato certo interventi precedenti, come una tripla foderatura della tela; evidenziata dal fatto che, anche solo ad occhio nudo, si è in grado di osservare le diverse trame sovrapposte sulla tela.

Altro dettaglio rilevante è l’estrema durezza della tela, direttamente conseguente alla forte presenza di colle tra le foderature. (evidenziate poi con le analisi ultraviolette)

Questa tensione ha permesso al dipinto di mantenere in ottimo stato lo strato pittorico. Si nota la presenza tarli.

Troviamo poi la presenza di timbri doganali svizzeri su molti punti della struttura, evidenziano dunque una ricostruzione storica molto rilevante nell’insieme delle indagini storiografiche.

Analisi in fluorescenza ultravioletta verso

Come ulteriore prova per le supposizioni tratte dalle indagini preliminari, dove si era riscontrata una forte e persistente tensione della tela, dovuta probabilmente alla stesura in grande quantità di colle durante le differenti foderature, sono state eseguite indagini mediante l’utilizzo di radiazione ultravioletta. Si nota l’estesa uniformità della riflessione della luce alla presenza di un componente non organico; la così totale distribuzione della luce prova l’effettivo utilizzo di colle sia animali, probabilmente di coniglio, che di colle viniliche. Si è concordando con il laboratorio di restauro essere una nota prassi tra i restauratori del tempo.

Analisi in fluorescenza ultravioletta recto

Il dipinto nel suo insieme presenta una notevole componente fluorescente, dovuta alla presenza di vernici di tipo organico e allo strato di polveri che costituisce la patina di degrado superficiale del dipinto. Questo dettaglio prova l’effettivo restauro avvenuto nel corso della sistemazione della toppa riscontrata al di sotto del volto dell’angelo annunciatore.

Viste le varie analisi effettuate si può ipotizzare che la toppa fosse stata cucita dall’autore stesso e poi, per via di un distacco, sia stata restaurata tramite un restauro mimetico. Si può notare la differenza di fluorescenza dovuta ai differenti materiali utilizzati come medium per la stesura del colore o per le vernici. Le zone studiate in questa porzione di dipinto sono lo sfondo, che presenta una notevole parte restaurata; questa servirà come riscontro nella analisi in Falso colore per avere una conferma diretta di un effettivo restauro, confrontandolo con le zone di colore che si presenteranno diverse, e la zona delle nuvole; possiamo notare come i due restauri si dimostrano discostanti, per motivi temporali o materiali, grazie alle due differenti fluorescenze caratteristiche.

Si può notare in questo caso come la presenza di una mano dimostra l’effettivo e ormai comprovato intervento umano nel restauro e nella conservazione. L’evidenza della mano si trova nello strato di vernice e non nella parte di patina superficiale, questo esclude un semplice errore nel maneggiare il dipinto durante un trasporto.

Riflettografia infrarossa

Le analisi in riflettografia infrarossa vengono esegute con fotocamera digitale Nikon modificata con un rilevatore CCD (Charge-Coupled Device) adatto a rilevare la radiazione infrarossa dagli 800 ai 1000 nanometri.

Questo viene definito IR-Fotografico, grazie a queste analisi siamo in grado di visualizzare immagini sotto lo strato pittorico che permettono di prendere in cosiderazioni parti che ad occhio nudo non sono visibili:

1: lieve pentimento che denota un primo posizionamento della mano ed un successivo cambio di idea.

2: il pentimento in questione è un riposizionamento del volto dell’angelo annunciatore rispetto alla posizione iniziale.

3: pentimento del panneggio della veste della vergine.

4: Dettaglio di una cucitura che presenta dei pigmenti originali all’interno del taglio stesso; questo potrebbe significare il restauro eseguito dall’autore stesso oppure un precedente restauro di tipo conservativo.

5: le analisi in riflettografia infrarossa possono mostrare il disegno preparatorio dell’artista così da studiarne le forme e i metodi pittorici.

6: possiamo trovare un forte contrasto nei panneggi, eseguiti a carboncino e sui volti o in particolar modo le mani che sottolineano una tecnica a pennello.

7: si possono riscontrare zone in cui la sovrapposizione delle immagini è molto netta. Troviamo segni di trasparenza oppure una bassa presenza pigmento.

8: questi segni possono essere definiti come post-prodotti, ovvero prodotti al termine del dipinto come correzioni nel caso del segno delle piastrelle sulla tunica dell’angelo annunciatore o semplicemente a completamento dell’opera stessa, senza dover utilizzare particolari disegni preparatori.

9: sono individuabili segni di restauro o i segni lasciati dall’autore durante la stesura del disegno preparatorio.

Grazie al tipo di assorbimento, nelle bande di radiazione che si analizzano con questa tecnica dei pigmenti, si può determinare quali abbiamo una presenza più o meno riflettente nello spettro. Vi è una forte componente di Biacca (PbCO3)2·Pb(OH)2, pigmento bianco a base di piombo utilizzato sia per la preparazione della tela che per i chiari.

IRFC metodo del falso colore

Questa analisi viene eseguita per poter identificare i pigmenti utilizzati, in via preventiva, senza dover fare prelievi o analisi invasive. Mediante la sovrapposizione dell’infrarosso nei canali RGB del dipinto come metodo colorimetrico attributivo si può generare una nuova scala cromatica che attribuisce un pigmento che ha un colore specifico nel visibile ad un “falso” e complementare colore in IR.

Queste analisi necessitano di un approfondimento e conferma tramite XRF.

I colori individuati all’interno del dipinto sono: Lapislazzuli o blu oltremare, Rosso vermiglione o in alternativa un rosso con presenza di semiconduttori nel pigmento stesso, presenza di cromo, Azzurrite più biacca e Azzurrite.

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Paolo Da Re

Paolo Da Re

Fondatore, Fotografo, Commerciale B2B

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